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Endoscopia Chirurgica - erobeso.it

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Le tecniche di endoscopia chirurgica possono essere anche impiegate per modificare o correggere gli esiti di un intervento chirurgico

La dilatazione pneumatica (o idrostatica con palloncino) è una procedura endoscopica mini-invasiva utilizzata per trattare le stenosi (restringimenti) benigne delle anastomosi gastrointestinali, ovvero i punti di unione tra due segmenti intestinali o tra stomaco e intestino, creati chirurgicamente. Questo trattamento mira a ripristinare la pervietà del lume, consentendo il normale transito degli alimenti e riducendo i sintomi di ostruzione.
Indicazioni e Contesto Clinico
Le stenosi anastomotiche si verificano spesso dopo interventi chirurgici colorettali (22-30% dei casi) o gastrici, come il
bypass gastrico (gastro-digiunostomia).
  • Sintomi: Vomito, disfagia (difficoltà a deglutire), dolore addominale, incapacità di alimentarsi adeguatamente.
  • Procedura: Viene eseguita durante un'endoscopia (EGDS o colonscopia), spesso sotto guida radiologica. Un palloncino viene posizionato nella zona ristretta e gonfiato con aria o soluzione idrostatica per allargare la cicatrice.
Efficacia e Risultati
La dilatazione pneumatica è considerata il
gold standard nel trattamento delle stenosi anastomotiche benigne.
  • Successo Tecnico: Molto elevato, superiore al 90-99% in vari studi, con un miglioramento immediato dei sintomi.
  • Sessioni multiple: Spesso sono necessarie più sessioni (in media 1,5 - 2,6) per ottenere un risultato duraturo, specialmente nelle stenosi più tenaci.
  • Recidiva: Le stenosi possono ripresentarsi (43% in alcuni casi post-esofagectomia), richiedendo ulteriori dilatazioni.
Vantaggi rispetto alla chirurgia
  • Mini-invasività: Non richiede una nuova incisione chirurgica.
  • Anestesia: Spesso eseguita in sedazione cosciente, con dimissioni rapide.
  • Qualità della vita: Ripristina rapidamente la canalizzazione intestinale.
Rischi e Complicazioni
Sebbene sicura, la procedura presenta dei rischi, tra cui:
  • Perforazione: Rara ma grave (cumulativa circa 2% per esofago, a seconda dello studio), spesso gestita conservativamente.
  • Sanguinamento: Solitamente lieve e auto-limitante.
  • Recidiva della stenosi: Richiede ulteriori trattamenti endoscopici.
In alcuni casi complessi, la dilatazione viene associata all'iniezione locale di steroidi (per ridurre la cicatrizzazione) o all'incisione con ago diatermico. Se la dilatazione fallisce, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico di revisione.di anastomosi troppo larghe, con tecniche

 
Procedura TORe (Transoral Outlet Reduction)
Questa procedura viene impiegata solitamente nei pazienti che hanno ripreso peso dopo un bypass gastrico a causa dell'allargamento del diametro dell'anastomosi, che causa uno svuotamento gastrico troppo rapido e una perdita del senso di sazietà.
  • Come funziona: Un endoscopio flessibile viene inserito attraverso la bocca (senza incisioni esterne) fino a raggiungere l'anastomosi.
  • Strumentazione: Viene utilizzato un sistema di sutura endoscopica (come l'OverStitch™) per applicare punti di sutura e ridurre il diametro dell'apertura.
  • Trattamento della mucosa: Spesso, prima della sutura, si applica l'Argon Plasma Coagulation (APC) o si esegue una piccola dissezione della mucosa (ESD-TORe) per favorire la cicatrizzazione e garantire una chiusura più stabile e duratura.
  • Obiettivo: Rallentare il passaggio del cibo nello stomaco e ripristinare il senso di pienezza.
Caratteristiche dell'intervento
  • Modalità: Viene eseguito in anestesia generale o sedazione profonda.
  • Durata: La procedura dura solitamente tra i 30 e i 60 minuti.
  • Recupero: È una procedura ambulatoriale (day surgery) che permette la dimissione in giornata, senza cicatrici esterne.
  • Sicurezza: Presenta un profilo di rischio inferiore rispetto alla chirurgia di revisione tradizionale.
Dr Antonio Susa    O.M. Rovigo n 1184   



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